ALLE SORGENTI DEL TEMPO
Maurizio Cavallo (Jhlos)

E’ uscito il nuovo libro di Maurizio Cavallo – Jhlos:

L’autore ripercorre il rito di passaggio che lo vede viaggiare nell’universo e ritornare rigenerato. A bordo dell’incrociatore temporale Kethos, in un viaggio mirabile e inconsueto è condotto alle origini del tempo, trasportato prodigiosamente nella culla primeva della vita fino alle sorgenti dei precursori, ove tutto ebbe inizio. Dopo essersi confrontato con il tempo e le dimensioni cosmiche, di fronte a paesaggi d’immane e maestosa grandezza egli rifonda la sua esistenza, adottando un punto di vista provocatorio che mette in discussione la nostra integrità ideologica ma relativizza il significato della vicenda umana nell’economia universale, aprendo in ogni regione dell’intelligenza e dell’anima insospettati scenari di armonia e stupefacenti prospettive capaci di sconvolgere le attuali convinzioni sulla natura del cosmo e sull’origine della vita stessa. Nuove prerogative e un destino sfolgorante si prospetterebbero per l’umanità, che liberata dalla schiavitù dell’illusione potrebbe concepire la realtà concreta nella quale si dibatte come tela candida su cui dipingere il proprio futuro per un mondo migliore.

EDITORIALE

Nello scenario cosmico, l’unica legge è la vita. Non esistono leggi fisiche ma solo fattori di compensazione e un insieme di coincidenze armonizzate e coesistenti. Non esiste il tempo ma solo concause temporali. Neppure lo spazio come da noi concepito è reale: lo spazio come noi lo interpretiamo implica un’enunciazione di luogo, mentre l’infinito non sopporta alcuna definizione. Nessuna limitazione.
Quello che chiamiamo spazio è più semplicemente la realizzazione illusoria di estensioni virtuali create da vortici plasmatici causali. Ciò che chiamiamo tempo è solamente il velo increspato del sogno, la percezione falsata dal sonno materico nel quale siamo immersi e dal quale ancora non riusciamo a svegliarci.
Ma quando iniziammo a dormire?

Quando nel 2005 Oltre il cielo vide la luce dopo aver dormito per tanto tempo in fondo ad un cassetto, mai avrei potuto immaginare quante persone nel mondo mi erano state silenziosi compagni in un viaggio parallelo, avendo vissuto in parte esperienze simili alle mie. A ogni latitudine, senza conoscersi, altri esseri umani sani di mente, di ogni ceto sociale, avevano vissuto lo stesso sconforto, l’emarginazione e la paura generati dal mistero proveniente dall’altrove. Soprattutto, rimasi sorpreso dal numero di coloro che in qualche modo, avendo intuito che l’esistenza andava riscattata dall’inganno e dall’oscurità, si erano messi in viaggio nelle regioni della propria anima in cerca di risposte; stupito, dai tanti che avendo guardato ai loro strani sogni e al cielo cercando d’interpretare quella sensazione ormai trasformatasi in presagio di epocali mutamenti, si stavano predisponendo a veder sorgere il nuovo giorno del mondo.

Centinaia di lettere e telefonate mi fecero capire che molte cose erano cambiate dagli anni in cui per lo scetticismo e la diffidenza con cui l’uomo accoglie sempre l’inconsueto e lo straordinario chiuso nella mia solitaria sofferenza custodivo i miei inquietanti segreti. Una grande quantità di messaggi elettronici accomunati nella stringatezza dalla commovente semplicità di una sola frase: “…Grazie per averci voluto donare la tua storia…”, mi fecero comprendere che non avevo sbagliato decidendo di raccontare quello che per lo sbalorditivo impatto socioculturale doveva a mio parere appartenere a tutti.
Naturalmente non mancano critiche, giudizi affrettati e attacchi talvolta banali da chi, ancora impastoiato dalle logiche conformiste e dagli ingannevoli indottrinamenti della ragione, mortifica lo splendore dell’antica divina sophia intorpidito dall’oscurità delle proprie inconsce paure. Per onor di cronaca, non scarseggiano neppure coloro che, affetti da psicopatie più o meno gravi o da turbamenti congeniti nella più benevola delle ipotesi, hanno voluto incontrarmi offrendomi collaborazione, poiché con eloquente tracotanza e poca umiltà, in una zuppa mal digerita di elementi mitico-religiosi e credenze popolari, asserivano di essere stati prescelti per opere salvifiche ( quando non mi fu “confidenzialmente” rivelato essere essi stessi entità superiori in missione sul pianeta Terra…). Ma ciò è tutt’altro discorso.

Se Oltre il cielo scaturiva dalla necessità di risollevarmi di fronte all’immane responsabilità che sentivo sempre più premere nella coscienza dopo che lottando vanamente con “coloro che provengono dall’altrove”, dilaniato dal dubbio che quanto stava accadendo fosse solo follia, arrendendomi rassegnato all’evidenza iniziai dolorosamente a fare i conti con le brutali evidenze di un nuovo paradigma, Alle Sorgenti Del Tempo nasce dall’esigenza di una consapevolezza acquisita, dalla certezza che i visitatori sono concreti, e tutto ciò che mi fu concesso vedere e conoscere, è effettivo.
I loro mondi, le città, le loro strutture architettoniche, la scienza, le fantastiche tecnologie, le loro navi, i manufatti della loro civiltà e gli spaventosi segreti del paesaggio cosmico nei quali venivo erudito, sono veri reali sostanziali almeno quanto se non più delle configurazioni atomico-molecolari che, ordinando il nostro mondo fisico e noi stessi, in quella energia rallentata definita materia, siamo soliti senza alcuna incertezza evidenziare con tali aggettivi.

Alle Sorgenti Del Tempo, raccolto dalle stesse pagine di quel diario che, ventotto anni or sono, mi permise di non capitolare sotto la sferza del delirio, narra del periodo cronologicamente racchiuso tra la primavera e l’inizio dell’estate del 1986, in cui la mia esistenza subiva la metamorfosi sublime… rievoca il radicale mutamento della coscienza di un uomo condotto per i declivi di un siderale scenario fino all’alba della prima genesi. Svela la conoscenza acquisita fra le paure e le speranze di allora, mentre apprendevo i segreti della razza umana in un viaggio ai confini dell’infinito. Narra dell’atavico passato di mondi e di civiltà sorte e inabissatesi nell’oceano ribollente di universi senza nome, di astri e galassie in quella che fu la culla della vita, al tempo del non tempo, nell’antico canto dei precursori.

Questo libro delinea parimenti un possibile futuro per l’umanità, un destino terribile o luminoso, apocalittico o d’armonica transizione verso lidi di trascendente bellezza… ma la cui scelta spetterà agli uomini: dipenderà da noi, esseri fatti ad immagine e somiglianza dei creatori, costruire la nuova era. Il domani dell’uomo già alita nei suoi sogni, oppure nei suoi più terrificanti incubi. La speranza o l’oblio, l’annientamento o una nuova prodigiosa realtà ci attendono oltre i cancelli della mente, oltre l’inganno di Medusa, la regina dai mille serpenti.

Concludendo, ai tanti che mi sono stati vicini con fraterna premura vorrei dire grazie, mentre chiedo perdono ai troppi ai quali per ovvi motivi non ho potuto rispondere.
Insieme con tutti coloro che oggi nutrono la speranza di ritrovare, nelle infinite vastità del cosmo e nell’ancora più vasto territorio dell’anima, il sentiero che potrà condurci verso la nostra origine stellare alle porte dell’ancestrale mistero, vorrei potermi immaginare idealmente unito intorno a un grande fuoco nell’attesa che dall’ultima ora notturna fiorisca il giorno nuovo.

Maurizio Cavallo (Jhlos)

RECENSIONI

Zret Blog Dicembre 2009

“Alle sorgenti del tempo” è la nuova fatica di Maurizio Cavallo, ideale seguito, eppure preludio di “Oltre il cielo”. L’avventura abissale, di cui l’autore ci rende partecipi con questo suo diario di viaggio ai confini dell’indicibile, deluderà chi si attende curiosità sugli extraterrestri, ma emozionerà i cercatori del silenzio. Le sbalorditive esperienze narrate nel libro si animano in un caleidoscopio cosmico, tra “paesaggi di immane e maestosa grandezza”: proprio nella magistrale descrizione di luoghi arcani ed arcaici è la maggiore qualità dell’opera. Tuttavia, questo itinerario fantastico alle fonti dell’universo non coincide con una fuga dalla realtà: infatti, quanto più Cavallo si allontana, in compagnia dei visitatori, dal nostro piccolo geoide, tanto più egli penetra negli abissi dell’interiorità, scavando nelle contraddizioni della storia e degli uomini, verso i quali nutre quell’ambivalenza che ci induce a sentirci esuli nella folla.

Il vissuto dello scrittore, radicato in un’infanzia magica ma tormentosa, si trasfigura nelle magnifiche pagine in cui si slargano scenari la cui terribile, sublime bellezza è resa da una prosa raffinata e vibrante. Così, passi evocativi di ere remote, di pianeti ed astri partoriti da primigenie catastrofi, sono intarsiati con intuizioni sul senso della creazione. Un unico brivido emotivo percorre la contemplazione di spazi incommensurabili e la pittura di intimi quadri della campagna piemontese. Animo abituato ad auscultare le voci quasi impercettibili della natura e gli echi delle emozioni più fuggevoli, Cavallo mostra un innato talento letterario che culmina nei capitoli intitolati Il canto di Venere e La locanda tra i due mondi. Qui la capacità di fondere il mistero delle cose più semplici con gli interrogativi radicali sull’origine del male tocca il diapason. Qui la riflessione si apre a dolenti conclusioni sul destino della Terra e sulle responsabilità di ciascuno di noi.

Provocatorie ed amare, sebbene resti una speranza, simile ad un esile filo di luce che penetra in una stanza attraverso una fessura dell’avvolgibile, sono molte parole su un’umanità invischiata nella ragnatela delle illusioni spazio-temporali e dell’egocentrismo.

Suggello del libro sono dunque gli “incandescenti lemmi di arcaica saggezza” affidati alla voce suadente di Suell:

“Quando il tempo scorrerà più rapido ed i segni ovunque indicheranno l’inizio della dolorosa metamorfosi planetaria, gli uomini non capiranno ancora che nessun maestro potrà portarli in alto, se prima non troveranno le proprie ali; nessun demone potrà scaraventarli in basso, senza le tenebre dei propri errori”.


Mutamenti Febbraio 2010

Quando intervistai Maurizio Cavallo, molti anni fa (vedi “Viaggo e trasformazione” nella sezione Articoli di questo sito), ebbi l´impressione che fosse ancora intento a elaborare un´esperienza che all´osservatore esterno poteva anche sembrare affascinante e invidiabile, ma che per lo stesso interessato era stata assolutamente sconvolgente e non solo per i drammatici cambiamenti che aveva portato nella sua vita, ma anche e soprattutto perché aveva fatto piazza pulita di quei luoghi comuni e di quei i concetti che noi tutti, coscienti o meno, diamo per scontati e che riguardano il mondo, la realtà, la vita e il nostro destino di esseri umani.

“Nei primi tempi ho persino avuto la tentazione di suicidarmi” mi confessò per darmi un´idea dello smarrimento in cui era piombato subito dopo l´abduction.

A quei tempi Jhlos affidava soprattutto alla pittura e alla musica i suoi ricordi, i suoi pensieri e i suoi sentimenti. Non temeva tanto di suscitare incredulità e ironia quanto di diventare suo malgrado un guru, ruolo che gli esseri da lui incontrati non gli avevano assolutamente affidato. Nonostante tutto accettò di scrivere per Mutamenti alcuni testi (vedi, sempre nella sezione Articoli, “I Templari e i Teschi di Cristallo”) in cui lasciava intravedere il sapere che aveva acquisito attraverso il contatto con una realtà molto diversa dalla nostra. Gli esseri che lo avevano rapito continuavano infatti a parlargli, a incontrarlo a volte fissandogli veri e propri “appuntamenti” durante i quali riceveva un´istruzione intensa quanto stravolgente.

Negli anni successivi Maurizio ha rotto il silenzio pubblicando “Oltre il Cielo” un libro in cui narra la sua “abduction” e descrive alcuni dei contatti avuti in seguito con i clariani. Il libro ha riscosso un notevole successo ed è stato tradotto in varie lingue tra cui l´inglese, il francese e il giapponese. Recentemente è uscita una seconda opera di Maurizio Cavallo, intitolata “Alle sorgenti del tempo”, dove l´Autore riprende la narrazione della sua avventura “extraterrestre” (ma è difficile parlare di luoghi quando si fa riferimento a esperienze del genere) descrivendo un nuovo incontro con gli alieni che lo conducono a bordo del Kethos, un mezzo di trasporto spazio-temporale, per scoprire l´essenza stessa del tempo e della realtà in cui tutta l´umanità è immersa.

In compagnia dei suoi istruttori e in particolare del clariano Suell, Maurizio scopre via via la storia stessa dell´umanità, del pianeta Terra e dell´universo. Viene portato alle radici di tutto ciò che noi consideriamo comunemente realtà, comprende le origini dell´illusione temporale e sperimenta in pratica una dimensione di “eterno infinito presente” simile allo stato descritto da certi mistici. L´uomo di oggi si deve risvegliare dall´illusione del tempo lineare, in perpetua fuga dal futuro verso il passato, e deve prendere coscienza che “tutto è qui e ora” per sfuggire finalmente alla sofferenza e alla paura della morte. Solo allora potrà andare incontro al destino di serenità e di pace che lo attende.


Nexus Novembre 2010

Nexus n. 88 Ottobre – Novembre 2010

Nel panorama mondiale dei presunti contattisti o contattati da entità extraterrestri, Maurizio Cavallo si è da sempre distinto non soltanto per il carattere assolutamente straordinario delle esperienze da lui apparentemente vissute, ma anche e soprattutto per lo stile, se mi si passa il termine, col quale ha infine deciso di condivider le col resto dei suoi simili. Senza mai pretendere di essere creduto a tutti i costi, ha piuttosto forzato la sua indole schiva e riservata per raccontare e condividere una storia talmente “aliena” al senso comune della realtà da averlo spinto più volte sull’orlo del baratro della follia. Attraverso due libri (questo è il secondo, ideale continuazione e approfondimento del precedente Otre il cielo) e numerose opere pittoriche e musicali, nonché occasionali interventi pubblici, Maurizio è riuscito a trasmetterci vividamente tutto lo sconvolgimento e l’iniziale terrore che hanno permeato le esperienze da lui vissute. Esperienze che ingenuamente molti idealizzano, senza minimamente rendersi conto di cosa possa significare il viverle direttamente sulla propria pelle, di come possano stravolgere la propria quotidianità e ridurre a brandelli i delicati equilibri che reggono un nucleo familiare.
Oggi Maurizio sembra aver infine ricomposto e integrato la propria straordinaria vicenda, riacquistando almeno in parte la serenità andata perduta con quella “fine dell’innocenza” che lo ha segnato così profondamente. Con la consueta prosa coinvolgente e sofisticata, l’autore ripercorre le esperienze raccontate nel primo libro aggiungendo particolari inediti ed assai significativi, soprattutto in merito alle peculiari personalità dei suoi interlocutori provenienti da altrove e alle loro finalità, arricchendoli di una sorprendente documentazione fotografica. È il racconto di un fantastico viaggio ai confini del tempo e dello spazio che non mancherà di entusiasmare e commuovere, rendendoci più partecipi e consapevoli della vera storia della razza umana su questo piccolo, meraviglioso pianeta, nonché del suo splendido destino in questo universo sconfinato e misterioso. Una realtà oltre ogni immaginazione, che certamente non vi lascerà indifferenti.