OLTRE IL CIELO
Maurizio Cavallo (Jhlos)

La vera storia dell’abduction dell’autore da parte di esseri provenienti dal pianeta Clarion, appartenente ad una galassia a 150 mila anni luce dalla Terra. E’ il suo travaglio fisico e spirituale, narrato con intensità di emozioni, chiarezza di linguaggio e profondità di contenuti, che lo ha portato prima ai limiti della follia e poi alla luminosa consapevolezza del significato dell’esistenza umana. L’autore viene condotto nelle astronavi di questi viaggiatori intergalattici e reso partecipe dei misteri del tempo e dello spazio. La responsabilità per le rivelazioni che questi stranieri gli comunicano e le esperienze vissute non ne scalfiscono la profonda umanità. Il libro è corredato di numerose foto scattate dall’autore durante i suoi incontri ravvicinati.
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Verdechiaro Edizioni
Maurizio Cavallo è un personaggio tutto particolare. Artista, caratterizzato come chi vive tale dimensione da una sensibilità non comune, ha vissuto indubbiamente una qualche esperienza interiore che lo ha in effetti segnato, assimilabile a quella generalmente indicata come “sequestro da UFO”. Ma il suo non sarebbe propriamente stato un caso di “abduction” comunemente inteso. Infatti nella sua esperienza ci sarebbe di più, anche a livello di successiva interazione con i suoi iniziali sequestratori alieni. Ma definire Maurizio un “contattista” più che un “rapito” sarebbe ugualmente improprio. Qualcuno potrebbe superficialmente invocare nel caso una sorta di “sindrome di Stoccolma” ufologica, ma quel che è certo è che il nostro ha comunque mantenuto il suo senso critico e autocritico, interrogandosi tuttora sulla natura e qualità della sua esperienza “di frontiera”, e ciò gli conferisce indubbiamente un equilibrio infrequente in situazioni del genere. Cavallo vuole infatti soprattutto sapere e capire, come le persone cui ora egli si rivolge senza pretese né velleitarismi. Egli non è un “guru” e non assume né ha mai assunto atteggiamenti del genere, apparentemente critico anche verso le Entità extraterrestri con cui si sarebbe confrontato. Né cerca il proselitismo proprio di certi “contattisti” caratterizzati da una sorta di attività “missionaria” nei confronti della gente, che a lui non appartiene affatto. Pertanto tutto questo rende il suo “incontro ravvicinato” alquanto anomalo e magari anche più credibile di altri. E oggi che, stimolato da più parti, egli si è infine deciso quasi controvoglia a scrivere in parte la sua storia, la gente potrà infine soppesare il pro e il contro e farsi un’idea fondata su qualcosa di diverso dalle semplici dicerie e su ben più che non le opinioni altrui al riguardo…
Dott. Roberto Pinotti
Presidente del Centro Ufologico Nazionale (CUN) e Direttore di UFO NOTIZIARIO
L’UNIVERSO DI MAURIZIO CAVALLO
Per esprimere la serena bellezza delle opere di Maurizio Cavallo-Jhlos, bisognerebbe possedere come lui il segreto del silenzio e quel senso così sottilmente sensuale del sacro.
Giornalista e filosofo, pittore-scultore e musicista, Maurizio Cavallo incontra gli abitanti di un pianeta della terza galassia, a circa 150 mila anni luce dalla Terra.
Questa esperienza spiega forse la forza mitica nella stupefacente rivelazione delle sue emozioni trascendentali. E nell’infinito in movimento, la ricerca di Maurizio Cavallo-Jhlos penetra i misteri dello spazio e del tempo con cui si emancipa.
Da medium eccezionale, egli sublima la vita con la poesia, doma la materia, domina il dubbio e l’angoscia, indifferente alle illusioni, estraneo alla menzogna e alla morte. La magia del verbo e la fantasmagoria del colore, trascese attraverso i riflessi dell’aldilà e dell’eternità che l’ispirano, irradiano pace, amore e speranza all’uomo che coglie il linguaggio iniziatico. Le poesie illustrate hanno il profumo della vita.
In questo visionario della sapienza atavica scoperta in una notte, l’Universo è diventato pienezza, alito d’infinito.
Michel Gay
Critico d’arte, presidente dell’Association Peintres en Provence
e degli “Amis de Lelée” , saggista, M.G. è autore di eminenti
opere di ricerca storica che gli sono valse la Legion d’Onore.
RECENSIONI
NEXUS n°59 Gennaio 2006
A suo tempo, sul nr. 24, ebbi modo di occuparmi dell’autore di questo interessantissimo libro, e di raccontarne l’incredibile vicenda umana che lo ha visto protagonista, nei primi anni ’80, di un’esperienza nel contempo terribile e meravigliosa. Da un certo punto di vista, si potrebbe ascrivere il suo caso ai cosiddetti “rapimenti alieni”, perché fondamentalmente di questo si è trattato. La grossa differenza dalle classiche abduction è che i suoi rapitori non erano i soliti nanetti macrocefali, ormai noti come “grigi”, bensì una razza extraterrestre umanoide in tutto e per tutto simile a noi. Questi esseri, provenienti dal pianeta Clarion che si trova in un’altra galassia ad una distanza di circa 150.000 anni luce, lo avrebbero portato a più riprese su una loro base sotterranea qui sulla Terra, nascosta nelle profondità deil’Amazzonia, facendogli progressivamente delle rivelazioni che avrebbero innescato in lui una profonda, dolorosa trasformazione. Innanzitutto va detto che la quantità di prove fotografiche di eccellente qualità e di altro genere che Jhlos (il nome con cui è conosciuto come artista) ha prodotto nel corso degli anni fanno del suo un caso ufologico paragonabile forse soltanto a quello più celeberrimo dello svizzero Edward “Billy” Meier. A differenza di quest’ultimo, tuttavia, almeno inizialmente l’impatto con questa “realtà separata” lo ha spinto violentemente sul baratro della follia, stravolgendo la sua vita familiare e professionale al punto da doversi distaccare da moglie e figli e intraprendere un percorso che oggi lo ha portato ad essere un artista riconosciuto a livello internazionale nel campo della pittura, della musica e della poesia. In questo libro, Jhlos racconta la sua esperienza proponendola nella forma degli appunti originali stilati nel corso degli anni e raccolti originariamente in una sorta di diario personale, che egli definisce un “viaggio nella follia”. Se ci pensate, in effetti non tutti smaniano per essere prelevati contro la loro volontà e portati a fare un giro in astronave da esseri che, pur dall’aspetto magnifico e dalle mirabolanti conoscenze spirituali e tecnologiche, nondimeno invadono la tua privacy e sconvolgono le tue tranquille abitudini quotidiane. Comunque sia, l’autore ha vissuto esperienze straordinarie che emergono in tutta la loro vividezza e drammaticità dalle pagine di questo libro, scritto con una prosa assai raffinata ed estremamente coinvolgente. I clariani infatti avrebbero condiviso con lui conoscenze di carattere universale di tale portata che la mente fatica non poco a coglierne la maestosità. Naturalmente, questa dei clariani sarebbe una delle varie razze responsabili della “inseminazione” dell’attuale umanità terrestre, in altre parole dei co-creatori dell’Homo Sapiens.
Questo testo è talmente ricco e appassionante da risultare virtualmente impossibile dirne di più, se non per sottolineare che nella sezione dedicata alle immagini vi sono alcuni notevoli esempi delle straordinarie testimonianze fotografiche relative alle astronavi clariane e ai loro piloti, raccolte in tutti questi anni da Jhlos.
Insomma, nella mia personale lista dei migliori libri su questa tematica così affascinante e così poco dibattuta (perlomeno seriamente), “Oltre il cielo” si è conquistato a pieno diritto il podio, e il fatto che l’autore abbia sempre aborrito ogni forma di proselitismo, preferendo invece condividere la sua esperienza in forma discreta ma accessibile a chiunque fosse desideroso di ascoltarla e libero di trame le proprie conclusioni, me lo fa apprezzare ancora di più.
UFO Notiziario n°60 Gennaio 2006
…finalmente ha visto la luce OLTRE IL CIELO di Maurizio Cavallo (Jhlos), testo che oggi viene pubblicato dalla Verdechiaro Edizioni di Baiso di Reggio Emilia (2005, Euro 14,50). Il volume, che si avvale di un volantino di presentazione di Roberto Pinotti, narra il caso sconcertante di un uomo in bilico fra l’esperienza sconvolgente dell’abduction e quella esaltante del contattista. Cavallo, che ha subito negli anni una profonda maturazione verso una profonda e positiva dimensione interiore ed artistica senza mai abdicare al proprio senso critico ed autocritico, costituisce il tipico esempio di un’esperienza “ai confini della realtà” da non sottovalutare e che era giusto e doveroso presentare ad un più vasto pubblico. Se ne riparlerà in altra sede.
MUTAMENTI n°46 Inverno 2005/2006
Quando ho incontrato Maurizio Cavallo alcuni anni fa, a Vercelli, per un’ intervista sulla sua esperienza di “abduction”, sono stata subito impressionata dall’ originalità del suo racconto e dalle sue conoscenze vaste e profonde nei più svariati campi. In seguito Maurizio ha accettato di scrivere alcuni articoli per i nostri quaderni, affrontando in modo sempre personale e affascinante temi misteriosi quali i templari, l’Arca dell’ Alleanza o i teschi di cristallo.
Oggi Maurizio ha finalmente deciso di raccogliere in un libro i suoi ricordi, o parte di essi, e leggendolo, ho capito ancora meglio come il valicare i limiti imposti dai nostri sensi, abbandonando ciò che la grande maggioranza degli umani considera la realtà, possa risultare traumatico e quanto equilibrio psichico sia necessario per uscire indenni dall’ esperienza.
Per chi non conoscesse i fatti, ricordo brevemente che, una notte di settembre del 1981, Maurizio Cavallo ha avvistato un oggetto volante non identificato che lo ha risucchiato al proprio interno, facendo gli varcare un portale dimensionale. In quella realtà diversa dalla nostra, in cui i concetti di spazio e di tempo non hanno più valore, ha incontrato esseri non umani che gli hanno comunicato per via telepatica un sapere vastissimo e spesso in assoluta contraddizione con quanto aveva appreso prima o con quelle che considerava le sue convinzioni.
Al ritorno dal fantastico “viaggio” non era più la stessa persona. Ha perduto affetti, lavoro, amicizie e vagato per un lungo periodo al confine della follia. Il libro riporta una parte del diario scritto in quegli anni: sono pagine dense di emozioni, di dolore, di interrogativi angosciosi, e anche di ribellione impotente di fronte ad un’ esperienza che sente come prevaricazione, violazione del proprio essere. Nei testi successivi il tono si fa più pacato. Il rapito comincia a interagire con i rapitori, fa domande, si interessa sempre più agli esseri che lo contattano sia telepaticamente che fisicamente.
Per Jhlos, questo il suo nuovo nome e pseudonimo, comincia una nuova vita, piena di creatività: pittura, musica, scrittura, anche se mai accetta di presentarsi come un messaggero, o un maestro.
La testimonianza di Maurizio Cavallo, vibrante ma anche lucida, è quella di un uomo che ha sentito fino in fondo il peso della propria umanità e che, persino nei momenti di maggiore disorientamento, non ha rinunciato a interrogarsi e a tentare di comprendere. Il suo racconto non può mancare di affascinare tutti coloro che si interrogano con sincerità sul destino dell’uomo e sulla natura di concetti come realtà, vita o morte.
Florinda Balli
