
Una personalità dai molteplici risvolti intensamente impegnata nella pittura e nella poesia.

JHLOS, al secolo Maurizio Cavallo, nasce sul mare a 25 miglia dalla costa ionica – un segno del fato che lo volle uomo libero non legato ad alcuna terra.
“Venni dal mare di smeraldo e mi accolsero le rocce scure di Capo Colonna e le rovine del tempio misterico di Pitagora” così scrive nella sua autobiografia. L’infanzia costellata da eventi straordinari lo forgia schivo e solitario, portandolo ben presto a comprendere che ciò che appare – la vita – è solo l’ombra distorta e ingannevole di ciò che è.
Coglie sorprendentemente gli aspetti magici dell’esistenza, le sottili energie della natura, la luce reale delle cose, le potenze occulte che animano e istruiscono l’eterno divenire dell’universo. Diviene egli stesso un tramite fra la dimensione terrena e l’ultraterrena raccogliendo sapienza iniziatica e conoscenze anticipatrici.
Come mediante la sua pittura Jhlos propone vibranti paesaggi metafisici, mediante la musica egli ce ne riporta i suoni e le armonie.
Simboli di alcune civiltà aliene, facenti parte della Confederazione, operative nel quadrante "Beta-Solis" del nostro sistema planetario.
























































