Gilgamesh’Dream

L’ultima opera musicale di Jhlos, ci conduce in dimensioni rarefatte e nel contempo multicromatiche, in una sorta di paradosso temporale ove passato e presente coesistono resuscitati dalle viscere dell’oblio e del nulla. Nei brani c’è poesia , una poesia struggente e nostalgica: ma se ne coglie anche il dramma, l’angoscia di uomini che vissero, amando e soffrendo, la disperazione e la gioia della vita legata per sempre nelle pieghe del tempo. Il compact si rivela ideale per una serena meditazione e per l’attivazione dei centri sottili. La musica – spiega l’eclettico autore – è la prima lingua del cosmo, la forza modellante e creatrice d’ogni cosa: essa opera in potenza nell’immaginario collettivo e crea il sottile filo di Arianna che può condurre alla luce e la lira di Orfeo che può condurre alla libertà, fuori dalle ombre devastanti degli Inferi.
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Athzland

Jhlos è convinto che la sua musica sia ispirata dall’intelligenza extraterrestre con cui è in contatto dal 1981, la stessa civiltà che in un lontano passato creò la vita sulla Terra e che lungo i secoli ne ha seguito l’evoluzione e modificato parametri genetici. Uno degli strumenti adoperati per ricondizionare processi di frequenza neurale è appunto la musica, essendo essa un linguaggio arcano fatto di ideogrammi ipnomnemonici attraverso i quali si può comunicare senza conflittualità di comprensione.
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Ascolto dei brani

01-Vataitha Tho Ho
02-Lidi Onirici
03-Viridis Ignis
04-Vulcanus
05-Mare di Corallo
06-Sidereum Desiderium
07-La Valle degli Scheletri
08-Scogliere di Cristallo
09-Avathara
10-Katarsis
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