
L’uomo che venne dal nulla
Vette aguzze di grigie montagne
Squarciano l’azzurro cristallo
Come sangue si tinge di porpora l’oro,
Luce cupa.
E’ l’ imbrunire…
Scendono le ombre ad assopire i colori
Nel sospir del vento
Il canto della civetta.
Magico sogno
Librarsi leggero sull’ali del silenzio
E spaziar lontano
Fra tremuli diamanti profumo d’universo
Respirar l’incanto.
Negli occhi d’ uomo, lacrime
Come fulgide stelle.
Dal cuore sorge una preghiera
Sogno antico
Nella nuda roccia scolpita dal passato
Tormento di strana creatura
Viandante dell’ Eternità
Maurizio Cavallo (Jhlos)
