FULGORI DALL’ABISSO
Maurizio Cavallo (Jhlos)

E’ uscito il nuovo libro di Maurizio Cavallo – Jhlos:

«Nel tanto paventato 2012 non avverrà la fine del mondo, poiché le cose succedono nel tempo e non in un tempo: accadono in ogni momento di tutti i giorni e non in quell’unico giorno.
Un diverso mondo si potrebbe concretizzare se solo l’uomo si sforzasse a trovare le proprie radici in quella coscienza muta che a lungo è rimasta a guardare».

Nel suo linguaggio fortemente suggestivo, l’autore narra altre vicende d’interazione con la civiltà di Clarion: l’ennesimo incontro con l’operatore extradimensionale Suell nella base sottomarina al largo del mar Ligure e il viaggio compiuto a bordo di un velivolo anfibio, fino ad uno dei loro avamposti sommersi in Antartide. Riporta le informazioni ricevute e le meraviglie vedute nelle loro città sotterranee, in quei favolosi occulti territori nelle viscere della Terra annoverati dalle tradizioni esoteriche e mitologiche come il leggendario regno di Eldorado, l’esotica Shambala o il fosco Ade, l’Inferno che la cultura religiosa ha così concepito per schiavizzare attraverso il terrore l’intera umanità.

RECENSIONI

Mutamenti Maggio 2012

L’universo implicito di Maurizio Cavallo

È uscito di recente per i tipi di Verdechiaro Fulgori dall’Abisso, terza opera di Maurizio Cavallo, (Jhlos). Come nei precedenti Alle Sorgenti del Tempo e Oltre il Cielo, anche in queste pagine Maurizio ci descrive una tappa del viaggio alla scoperta di una realtà invisibile cui gli è stato concesso il difficile privilegio di accedere in seguito alla ben nota abduction.

Il clariano Suell gli è ancora guida, ma solo per un breve tratto del terribile percorso che, attraverso paesaggi di volta in volta opprimenti o meravigliosi, lo porterà a riconoscere come tempo e spazio siano illusori e come ciò che l’uomo comune crede la realtà non sia altro che il velo dipinto dietro il quale si cela qualcosa di assai più complesso, misterioso, affascinante e terribile.

Leggere il libro di Maurizio Cavallo mi ha richiamato irresistibilmente alla mente la famosa immagine di Camille Flammarion, in cui il saggio getta uno sguardo oltre l’orizzonte limitato del cielo notturno per scoprire altre stelle e altri mondi.

Se alcuni dei temi trattati nelle pagine di Fulgori dall’Abisso sono quelli noti agli occultisti, come il Re del Mondo, la Terra Cava, o Shamballa, la realtà rivelata dall’Autore è al tempo stesso più remota e più vicina al nostro mondo.

Addentrandoci nel racconto e seguendo il protagonista nel suo errare tra varie dimensioni esistenti contemporaneamente l’una accanto all’altra, scopriamo un universo molteplice, un multiverso, o una realtà implicita – per usare i termini cari al fisico David Bohm – le cui dimensioni si dispiegano di fronte a colui la cui frequenza vibratoria sa adattarsi a quella dei luoghi visitati.

Che senso ha parlare di Terra cava? Si chiede Maurizio con graffiante ironia. Non è in qualche anfratto della crosta terrestre così come appare ai nostri sensi limitati che troveremo la reggia del Re del Mondo. Questo luogo, né mitico né simbolico, giace nelle pieghe di un altro petalo della rosa che metaforicamente rappresenta il multiverso. Perciò tutti i viaggi di esplorazione dei territori himalayani sono inutili. Anche chi casualmente sfiorasse uno dei portali dimensionali presenti nella nostra realtà quotidiana, non potrebbe mai varcarlo senza un invito venuto da altrove.

Ma il privilegio di scoprire ciò che si cela nelle pieghe del tempo e dello spazio va pagato con la perdita di ogni punto di riferimento e con un doloroso disincanto nei confronti di tutte le teorie filosofiche, scientifiche e di tutti i dogmi religiosi vigenti nel nostro mondo. L’autore di Fulgori dall’Abisso ha scoperto molto presto la terribile solitudine cui è condannato colui che torna dietro il velo dopo aver ammirato altri orizzonti.

Se il sapere acquisito da Jhlos a così caro prezzo ha fatto sparire dal suo animo le rassicuranti certezze legate alla personalità con la sua vita, il suo passato e il suo futuro (ogni traccia di me e di mio), l’esperienza lo ha liberato dal timore della morte. L’Ade non è se non il perdurare del sogno di falsa realtà di cui presto l’umanità si dovrà liberare per recuperare quel terzo serpente, quella elica di DNA di cui i creatori l’hanno saggiamente privata in passato perché contiene il segreto dell’immortalità.


Uforama Luglio 2012

IL REGNO SOTTERRANEO DI CLARION

Maurizio Cavallo (in arte JHLOS) è uno dei personaggi più famosi del panorama ufologico italiano. Da oltre trenta anni Maurizio Cavallo è, infatti, in contatto con entità extraterrestri provenienti dal pianeta Clarion. Dopo essere stato portato a bordo dei dischi volanti provenienti dal pianeta Clarion Maurizio Cavallo è completamente cambiato… la sua unione famigliare è rimasta purtroppo profondamente segnata da questo cambiamento ma Maurizio/Jhlos si è rialzato, ha saputo superare il difficile momento ed ha preso a raccontare attraverso innumerevoli interviste, conferenze e libri la sua incredibile storia di contatto con visitatori da altri mondi.

Molte sono state le prove video-fotografiche dei suoi incontri con gli abitanti di Clarion ma – come egli stesso ci tiene a sottolineare – esse non costituiscono affatto la prova della sua esperienza oltre ogni umana immaginazione perché Maurizio Cavallo non ha bisogno di queste prove per convincere nessuno: gli basta il fatto che dopo i suoi contatti le sue capacità artistiche di pittore e di scrittore sono risultate “potenziate”. Dopo aver pubblicato “Oltre il cielo” e “Alle sorgenti del Tempo” il contattato vercellese ha infatti appena dato alle stampe, sempre per VERDECHIARO EDIZIONI ( www.verdechiaro.com ) il suo terzo libro dal titolo “Fulgori dall’abisso”. Come annunciato nel sottotitolo “Nel regno sotterraneo dei popoli stellari”, Maurizio Cavallo attraverso le pagine del suo libro ci prende per mano e ci conduce in un’altra Terra, la terra degli Immortali con i quali egli è da tempo in contatto. Un cammino che per certi versi ricorda quello di Virgilio e Dante e che si conclude anch’esso con un ritorno verso la cima del mondo, a riveder le stelle. Attenzione: il libro (193 pag.) non è affatto scritto con il solito stile un po’ piatto e monotono di certi libri di ufologia… al contrario,”Fulgori dall’abisso” è scritto con un potente stile immaginifico ed onirico che vi sorprenderà piacevolmente.


Nexus n.100 Ottobre/Novembre 2012

Sono ormai parecchi anni che, tra interviste e recensioni dei suoi libri, parliamo di Maurizio Cavallo e delle sue straordinarie esperienze di contatto con visitatori extraterrestri originari del pianeta Clarion. In questa sua terza opera, l’autore ci racconta con la sua prosa vivida e coinvolgente uno di questi incontri con l’amico clariano Suell, avvenuto in una loro base sottomarina nel Mediterraneo, che lo condurrà poi sino al loro avamposto nel continente antartico, e ci trasmette le informazioni e le amare considerazioni di quest’ultimo sul degrado in cui versa attualmente l’umanità terrestre nel suo complesso. Particolarmente suggestivo il suo travagliato accesso alle città sotterranee, favolosi territori nascosti nei profondi recessi della Terra che le varie tradizioni hanno annoverato con svariati nomi: Eldorado, Shambala, Ade… talmente suggestivo e variegato che non mi proverò a riassumerlo, limitandomi a evidenziare una volta di più il grande talento letterario di Cavallo che, con le sue parole, riesce a evocare nel lettore scenari vividi e commoventi, oltre i confini del tempo e dello spazio. «Un diverso mondo si potrebbe concretizzare sorgendo da paesaggi quantici colmi di splendore e bellezza, dalle misteriose regioni del multiverso ove sentieri e orizzonti conducono a un altro destino, se solo l’uomo – in questa era di orrori e contraddizioni- si sforzasse fermamente a trovare le proprie radici in quella coscienza muta che a lungo è rimasta a guardare…». Un’opera che trasuda saggezza, umanità e una vena di amarezza per la nostra narcolessia collettiva, che ci mantiene separati dalle meraviglie del creato di cui siamo parte, e nel contempo lascia intravedere la magnificenza di ciò che potremmo essere, se solo smettessimo di cercare al di fuori ciò che invece da sempre risiede silenziosamente dentro di noi. Imperdibile.