Il Dio dei Templari e la Torre Davidica

Questa è la storia del segreto mai rivelato dell’abate Berenger Saunière che nel 1885 divenne parroco nella chiesa della Maddalena a Rennes-le-Château, piccolo villaggio rurale inerpicato sulla collina nella Linguadoca francese, ai piedi dei Pirenei orientali. Poco dopo il suo arrivo , durante i lavori di restauro nella chiesa, sotto l’altare di pietra, Saunière trovò delle antiche ed ermetiche pergamene, e qualcos’altro di cui si hanno però solo vaghe notizie. Dopo essersi recato a Parigi con lo scopo di farle decifrare, il povero curato improvvisamente divenne ricchissimo. Iniziò a spendere cifre enormi prima per l’acquisto di terreni poi per costruire villa Betania e la torre di Magdala, altro denaro fu speso per arredamenti di grande valore e innumerevoli viaggi.
Alcuni pensarono avesse trovato un favoloso tesoro, e dato che il borgo distava pochi chilometri dal castello di Blanchefort un tempo appartenuto ai Templari, si credette che il curato avesse scoperto le ricchezze nascoste dai Cavalieri del Tempio. L’abate Saunière non rivelò mai il segreto di tanta ricchezza e neppure cosa egli avesse trovato scavando di notte nel cimitero adiacente alla chiesa. Il mistero scese con lui nella tomba il 22 gennaio del 1917; la morte lo colse improvvisamente e apparentemente in perfetto stato di salute a qualche giorno di distanza dalla visita di una misteriosa donna in nero e dopo che gli era stata recapitata una bara. Come l’improvvisa enorme ricchezza, anche la morte di Berenger Saunière, abate di Rennes-le-Château rimase avvolta nel mistero, inquietante e impenetrabile.
Saunière trovò realmente delle pergamene? E quale occulto messaggio decifrò da esse? Il curato si arricchì ricattando la Santa Madre Chiesa , minacciando di rendere pubblica una verità scomoda? E cosa ci poteva essere di tanto “ pericoloso ” da costringere il Vaticano a subirne il ricatto pagando il prezzo del silenzio? Saunière aveva forse scoperto il tesoro dei Catari, gli Albigesi che nel secolo XIII si erano rifugiati a Montségur prima di essere massacrati dalla Chiesa di Roma? Le vie del mondo sono cosparse di questi e di altri simboli, di misteri e di verità nascoste, profondamente incuneati in un messaggio silenzioso e immanente, sospeso a velare il nostro cielo quotidiano, forse fin dall’inizio dei tempi. La “quête du Graal” ci ha lasciato: una lancia, una testa mozzata e un Re ferito. La lancia simbolo fallico o strumento psichico con il quale vincere le limitazioni spazio-temporali? La testa recisa allegoria dell’uomo privato della propria memoria cosmica ( il Teschio ) o grottesca parodia della morte quale caducità umana?
Il Re ferito metafora delle debolezze nell’uomo oppure riferimento all’iniziazione occulta dalla quale rigenerare il mondo? Ma mentre attendiamo che un raggio di luce smorzi pietosamente le tenebre intorno a noi, guardiamo alla chiesa. Sul terreno utilizzato da François Berenger Saunière per costruire un Calvario, troviamo incisi nella roccia una rosa ( chiaro richiamo al fregio dei Rosa-Croce) e una iscrizione recitante: Christus A.O.M.P.S. Defendit. “ Christus Ab Omni Malo Populum Suum Defendit ”. Questa una delle tante ipotesi avanzate per decifrare l’enigmatica scritta; opinione che non condivido affatto, poiché attraverso lunghe e solitarie ricerche sono giunto alla conclusione che debba leggersi come segue: Christus Ab Operi Memoris Patris Secretum Defendit. Ovvero “ Cristo Dall’Opera il Segreto del Padre Memore Difende ”. Chiaro riferimento a un ancestrale segreto sull’origine. Comunque sia è all’interno della chiesa, consacrata e dedicata a Maria Maddalena nel 1089, che un intero universo di allegoria e mistero ci attende.