Il Graal e i Cavalieri della Tavola Rotonda

Se l’Arca fosse il processore con il quale poter leggere le informazioni memorizzate nei teschi di cristallo, cosa potrebbebbe essere il Graal cercato dai Templari e dai cavalieri di Re Artù? La coppa contenente il sangue del Cristo come ci è stato tramandato, o un ulteriore velo gettato sull’antica sapienza ? Se nel sangue ci fosse il riferimento alla discendenza divina e di conseguenza alla genetica particolare contenuta nel medesimo, saremmo obbligati a comprendere che la coppa contenente il sangue di Cristo altro non è che lo stesso corpo fisico di Gesù. Ed è proprio ciò che penso. Cosa si cela nel racconto della “Cerca”? Quale altra allegoria è nascosta nella saga dei cavalieri della Tavola Rotonda? Forse la discendenza dei Signori delle stelle è legata a un particolare codice genetico?
Esiste una stupefacente similitudine tra Gesù, i propri discepoli e il mito Arturiano. A prescindere dall’esoterico numero di 12 + 1 riscontrabile nei Cavalieri del regno di Camelot, nella leggenda della Tavola Rotonda si accenna a un Re ferito o anche Re pescatore. Orbene, il Nazzareno, forse per scherno e poiché tra i suoi discepoli vi erano alcuni che vivevano della pesca sul lago di Tiberiade, veniva indicato come “ il re dei pescatori ”. Altra coincidenza chiarificatrice è senz’altro la metafora tra la figura di Maria Maddalena e la sposa di Artù, Ginevra, ed ancora tra Giuda l’Iscariota e Parsifal-Lancillotto, entrambi – gli ultimi – accomunati dal destino che procurerà loro l’infamia con la quale verranno ricordati: il tradimento. Giuda tradisce il proprio Maestro Re, Lancillotto farà lo stesso nei confronti del proprio Re Maestro, ed anche se l’inganno verso il proprio sovrano apparentemente sembra per natura diverso, è consumato invero per identico movente di passione. Giuda è Zelota fondamentalista, ama il proprio popolo e vive nella speranza che Gesù il Messia si decida a guidare Israele contro l’invasore romano. Lancillotto conosce l’ipossibilità da parte di Artù di generare un erede per il proprio regno: egli è sterile o impotente e alla sua morte lo stesso regno diverrà sterile e malato. Da qui la decisione di giacere con Ginevra e concepire con lei il successore del regno… La spiegazione di tale “operazione” risiede probabilmente nel fatto che Artù, nato dagli amori impuri tra Uther Pendragon e la regina Igerna, non avrebbe potuto perpetuare la linea di sangue o dinastia divina legata al biblico Re Davide. Ecco la necessità di rigenerare la discendenza attraverso una purificazione genetica, e a tale scopo viene designato Lancillotto che genererà Galaad. A causa, purtroppo, delle connotazioni cattoliche che assumeranno nei Cistercensi valenze di purezza e santità estremamente fanatiche, l’oscurità che avvolge il mito diventa ancora più densa impedendoci di scorgere nella tradizione iniziatica, così viziata, il messaggio folgorante venuto dal passato. Altri miti, altre tradizioni sono caduti attraverso la corruzione dell’inglobamento. Tutto ciò che la Madre Chiesa reputava pagano e demoniaco, quando non poteva essere estirpato veniva amalgamato ed offuscato. Per questo motivo troviamo spesso frammenti di coscienza atavica umiliati; per questo antichissime verità giungono a noi deformate ed incomprensibili. A causa di ciò nobili realtà e regali conoscenze scivolano in banali tradimenti a sfondo sessuale ( vedi Lancillotto e Ginevra ), mentre allegorie di tradizione alchemica, come l’Apollo che uccide il serpente Pitone, vengono trasposte nel cristianesimo in altre figure, come san Michele vittorioso sul Drago. A questo punto non è possibile trascurare l’elemento femminile del Graal. E’ una coppa, e nell’ottica cristianizzata contiene il sanque di Cristo… dunque rappresenta Maria, madre di Gesù! Il Graal incarna la Dea-Madre Isis, il grembo della dea arcaica. Isis o Iside è l’anima primordiale, la parte femminile in ogni essere; dunque è anche Gesù, il contenitore mistico di ogni genesi: “Io sono nel Padre come il Padre è in me…” Giovanni 14:11 In Lui si manifesta puro e incontaminato il DNA divino che dovrà trasmettersi integro fino alla fine dei tempi. Quindi occorre che la Madre-amante divenga l’amante-Madre. E’ necessario che la Vergine Maria, il bianco dell’albedo, la madre che lo generò, si trasfiguri nel nigredo, l’Ancella-coppa nella quale perpetuare la stirpe.
Maria di Magdala è la Fata arcaica, la Sacerdotessa dei misteri futuri, colei che conterrà il sangue di Cristo e la memoria Cosmica della genesi universale. Ella è la sposa-madre! Nell’iconografia classica Maria Maddalena veste di nero e porta un mantello rosso, oppure, come appare in molti dipinti, sotto la tunica nera ne indossa una rossa, segno della sua dignità sacerdotale; probabilmente, come Gesù, ella apparteneva alla prisca setta dei Nazirei. Nazireo deriva da “ Netzah ” figura associata alla lunare Iside egizia e gli appartenenti alla setta vestivano tuniche nere. Maddalena trova la sua etimologia in Magdalha, “Torre”, e proprio Maria Maddalena spesso veniva indicata dai Templari come Madre del Graal e sposa del Messia. Sono questi i simboli che ci permetteranno d’incontrarla tra le ombre del mistero? E’ da queste arcaiche allegorie, da questa liturgia magica che s’innesca, in un dato momento storico, la devozione popolare per le Madonne nere? La venerazione per Nostra Signora delle cattedrali gotiche? Non per nulla Chartres, luogo di raduno dei Druidi, possiede la più bella cattedrale gotica e la più famosa Madonna nera; e non a caso la celebre Madonna nera di Aix-en-Provence si trova nella chiesa della Maddalena.